Big Data, il prossimo ‘cloud’ sarà il nostro DNA

La nuova frontiera per la memorizzazione e conservazione dei dati personali (e non solo) potrebbe essere la struttura base della vita umana, il DNA. I primi esperimenti sono già cominciati

19 Lug 2017

Un gruppo di scienziati è riuscito nell’intento di usare la tecnica di manipolazione genetica CRISPR per inserire una GIF (cioè un’immagine) all’interno del gemoma di un batterio Escherichia coli (vivo). I ricercatori hanno convertito i singoli pixel di ogni immagine in nucleotidi, i blocchi di costruzione del DNA. Hanno consegnato la GIF nei batteri viventi sotto forma di cinque fotogrammi: immagini di un cavallo galoppante e cavaliere, preso dal fotografo inglese Eadweard Muybridge, che ha prodotto le prime fotografie di stop-motion negli anni ’70. I ricercatori sono stati quindi in grado di recuperare i dati sequenziando il DNA batterico con un’accuratezza del 90% leggendo il codice nucleotidico dei pixel.

Il tutto è spiegato nei dettagli dalla rivista Nature.

Un esperimento straordinariamente importante.

Immaginate di poter salvare nel vostro DNA, direttamente sempre con voi, tutte le immagini che avete scattato, video, film, serie tv, documenti: tutto. Questo potrebbe essere il futuro considerando le enormi capacità che il nostro DNA di salvare e conservare enormi quantità di dati, in modo molto più efficienti di quelli che siamo riusciti a replicare oggi con la tecnologia.
Si tratterebbe di una rivoluzione che non solo andrebbe a impattare sul modo in cui concepiamo la tencologia e la conservazione e trasmissione di dati, ma che potrebbe anche stabilire nuovi standard nella fusione tra corpo e tecnologia per il futuro.

originariamente pubblicato su EconomyUp

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