Sei un innovatore reattivo o strategico?

C’è modo e modo di fare innovazione: secondo la società di consulenza Oxbow Partners ci sono aziende che innovano per ‘reazione’ e quelle che mettono a punto una strategia pianificata, che non scorda mai il core business. L’approccio vincente è quello strategico, come emerge da un’infografica

05 Dic 2017

Che tutte le organizzazioni aziendali e quelle assicurative abbiano oramai chiara l’importanza dell’innovazione per il proprio business e la competitività è assodato. Ma in che modo le organizzazioni gestiscono i propri processi innovativi?

La società Oxbow Partners propone una differenziazione tra due categorie di ‘innovatori’, quelli reattivi e quelli strategici.

L’innovazione reattiva è quella caratterizzata da “iniziative frammentarie e non coordinate nelle unità aziendali”.

‘Spesso le aziende vorrebbero essere più innovative, ma senza darsi obiettivi chiari’ dice la società.

In pratica, questo si traduce nel fatto che l’azienda si concentra maggiormente sull’attività piuttosto che sui risultati: l’obiettivo si riduce a “collaborare con 5 startup” piuttosto che a”ridurre il tasso di perdita del 10%”.
Il rischio connesso alla execution di attività innovative è inoltre elevato poiché queste iniziative sono troppo lontane dalle attività e dalle competenze usuali dei dipendenti (pensiamo anche alla complessità di tematiche attuali come la blockchain). Il beneficio è spesso troppo piccolo per giustificare questo rischio: per esempio, la partnership con una startup di successo (complicata da realizzare e quindi impegnativa) è improbabile che possa avere conseguenze materiali per un’azienda – il valore è nella creazione di un portafoglio di tali partnership, che richiede attenzione e risorse significative.
Nel complesso, l’innovazione reattiva si traduce nel fatto che i dipendenti vengono distratti dal core business e concentrano sforzi eccessivi su opportunità che non sono in grado poi di portare valore reale di business all’azienda.

La gestione strategica dell’innovazione dovrebbe essere portata avanti su un doppio fronte, quello dell’innovazione incrementale del core business e quella disruptive.

Prima di tutto, c’è l’innovazione del core business, su cui il 99% del personale aziendale dovrebbe concentrarsi la maggior parte delle attenzioni. I dipendenti dovrebbero apportare continui miglioramenti alla proposta aziendale principale: un gran numero di ritocchi e miglioramenti minori che hanno un impatto cumulativo elevato, massimizzando le metriche a breve termine come il profitto e la liquidità.

In secondo luogo, c’è l’innovazione ‘disruptive’: secondo Oxbow Partners le aziende dovrebbero identificare un numero relativamente piccolo di “progetti alfa” strategici nelle aree in cui pensano di poter investire per creare valore reale a lungo termine. Queste iniziative possono essere distanti dal core business, ma con questa struttura di gestione, le aziende possono garantire di avere il giusto equilibrio tra innovazione del core business e innovazione dirompente, massimizzando le loro possibilità di successo.

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